I dati sui debiti contratti dalle amministrazioni pubbliche nei confronti delle imprese fornitrici di beni e servizi nel 2012 e nel 2011 non sono disponibili. Ma secondo le stime del professor Emanuele Padovani, docente di Public Management all'Università di Bologna, gli arretrati ammonterebbero a oltre 150 miliardi di euro, pari a più del 10% del Pil. Una vera emergenza per le imprese bisognose di liquidità, che la direttiva2011/7/Ue - in scadenza il 16 marzo 2013 e recepita dall'Italia con il decreto legislativo 192/2012 - dovrebbe contribuire ad affrontare.

Le stime sul debito della PA italiana

Secondo l'analisi realizzata da Padovani per conto del gruppo di consulenza Van Dijk, riportata oggi dal Corriere della Sera, alla fine del 2010 i debiti contratti dalle Pa ammontavano a 136,9 miliardi di euro. Di questi:

  • 68,8 miliardi di euro a carico delle Regioni,
  • 48,4 miliardi di euro a carico dei Comuni,
  • 19,6 miliardi di euro a carico delle Province.

I dati 2011, attesi a giorni, dovrebbero rivelare, però, un aumento degli oneri degli enti locali di almeno altri 15 miliardi. Da qui gli oltre 150 miliardi stimati da Padovani.

A queste cifre bisognerebbe poi aggiungere i debiti delle aziende partecipate dagli enti locali, il cui numero è stimato tra 4mila e 6mila in tutta Italia. Anche in questo caso non si dispone di dati certi, ma Padovani valuta in circa 7 miliardi di euro l'esposizione di quelle controllate da un singolo ente pubblico.

Infine, c'è da considerare il debito dell'amministrazione centrale, stimato in oltre il 10% del Pil.

La direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti

Un quadro che richiede provvedimenti urgenti e che l'Unione europea ha deciso di affrontare con la direttiva 2011/7/Ue contro i ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali. L'Italia l'ha recepita con il decreto legislativo 192/2012 ma, secondo il commissario europeo all'Industria Antonio Tajani, l'attuale formulazione lascia spazio ad abusi nel ricorso alla deroga per portare da 30 a 60 giorni il termine massimo entro il quale effettuare i pagamenti.

A giorni il commissario scriverà al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera per chiedere di intervenire sul testo; in assenza di una modifica, c'è il rischio che la Commissione europea apra una procedura d'infrazione a carico dell'Italia.

Il termine per il recepimento della direttiva comunitaria è infatti fissato al 16 marzo 2013. Entro quella data Bruxelles si aspetta che tutti i Paesi membri abbiano adottate norme in grado di garantire:

  • che le autorità pubbliche paghino entro 30 giorni - 60 giorni in circostanze eccezionali - le imprese fornitrici di beni e servizi;
  • che le imprese paghino le loro fatture entro 60 giorni, a meno che non concordino diversamente con una clausola contrattuale esplicita;
  • che le imprese abbiano automaticamente diritto a chiedere gli interessi per i ritardi di pagamento;
  • che il tasso legale di interesse di mora per i ritardi di pagamento sia almeno 8 punti percentuali al di sopra del tasso di riferimento della Banca centrale europea;
  • che le imprese possano impugnare più agevolmente i termini e le pratiche gravemente iniqui innanzi ai tribunali nazionali;
  • maggiore trasparenza e sensibilizzazione.

Fonte:www.fasi.biz

12 Marzo 2013 Angela Lamboglia