Ritardi nei pagamenti: da Comuni, Province e Regioni bloccati 140 miliardi

 

Congelati dal Patto di Stabilità i pagamenti alle imprese fornitrici della Pubblica amministrazione. Nell’aggregato di Comuni, Province e Regioni, primeggiano i debiti commerciali di Lazio, Campania e Puglia

 

La lenta agonia delle imprese che lavorano con le amministrazioni pubbliche. Stando ad una rilevazione effettuata da  Il Sole 24 Ore insieme con Bureau Van Dijk-Aida Pa e Corte dei conti sui consuntivi di tutti gli enti territoriali italiani, nella nostra Penisola sono quasi 137 miliardi di euro i crediti che le imprese vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche, quei residui passivi iscritti nei bilanci di tutti i comuni, province e regioni italiane, che per le imprese sono le fatture già emesse per lavori già effettuati, ma mai incassati.
E se la legge imporrebbe tempi di pagamento non superiori ai 60 giorni, la principale causa che congela i pagamenti è da ricercarsi nel Patto di Stabilità che contribuisce inoltre alla cronica carenza di fondi in cassa. Nell’aggregato di Comuni, Province e Regioni, primeggiano i debiti commerciali di Lazio, Campania e Puglia.
Negli ultimi anni l’andamento è andato inesorabilmente peggiorando. “Se si restringe il campo ai soli Comuni e Province, cioè gli enti sottoposti alla versione più dura del Patto di stabilità – si legge sul Sole 24 Ore -  il quadro peggiora ancora: i pagamenti in conto capitale dei sindaci sono crollati rispetto al 2008 del 36% (con una flessione del 13,8% concentrata nell'ultimo anno), e per le Province il barometro segna addirittura -44,4% (-19,3% tra 2011 e 2012). E più passa il tempo, più la dinamica dei pagamenti pubblici precipita: nel gennaio 2013 i Comuni hanno pagato investimenti per 918 milioni, con un capitombolo del 28,9% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, e dati analoghi si incontrano negli altri governi locali”.

 

A cura di : Maurizio Pezzuco

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